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L’artista

1918 - 2015


L’estro pittorico di Angelo Tatì comincia a manifestarsi in età scolare. ”Ogni volta che la maestra usciva dall’aula, io mi precipitavo alla lavagna ed iniziavo a disegnare col gessetto. Quando la maestra rientrava in classe rimaneva strabiliata, ed anziché mettermi in castigo, mi invitava ad impartire lezioni di disegno ai miei compagni”.

Da giovane emigra in Australia, dove esercita l’attività di motorista aeronautico, per poi far ritorno in Sicilia dedicandosi in via esclusiva alla pittura. Nella Terra dei Canguri, comunque, Tatì riesce ugualmente ad esprimere la propria arte in una chiesa anglicana, di cui gli vengono affidati i restauri. In Australia, inoltre, Tatì conclude gli studi conseguendo il diploma del terzo liceo artistico, anche se, successivamente, affiora in lui il rammarico di non aver continuato sino all’ultimo anno di corso. Non a caso, nella sua lunga vecchiaia, dopo i pennelli, le tele e i colori, i suoi più cari “amici” sono stati i libri, con particolare predilezione per le biografie dei suoi illustri colleghi, come Michelangelo e Guttuso; ma la sua inesauribile curiosità intellettuale lo spingeva anche alla lettura di pubblicazioni di Storia e persino di trattati e codici di Diritto.

L’arte pittorica di Angelo Tatì si caratterizza per lo spiccato e rigoroso realismo, tipico dei classici ed, in particolare, di Michelangelo, che per il pittore francavillese è stato il principale modello ispiratore. Tra i contemporanei, invece, il suo prediletto era Picasso. La produzione del maestro Tatì è, dunque, prevalentemente costituita da nature morte, paesaggi e ritratti, specie di soggetti femminili dai marcati tratti mediterranei e dalle forme giunoniche, che probabilmente erano le caratteristiche esteriori da lui maggiormente apprezzate nella donna. Numerosi sono, poi, gli autoritratti in cui l’autore si raffigura lui stesso nelle vesti di San Francesco o, addirittura, di Gesù Cristo.

(Rodolfo Amodeo)
I riconoscimenti

La sua arte hanno tributato lusinghieri riconoscimenti, come il Premio “Natale Arte” di Acireale nel 1989, il titolo di “Maestro d’Arte” nel 1990, il “David d’Oro” di Prato (Fi) e l’“Oscar d’Oro” dell’Andalusia nel 1991. Il suo nome figura, inoltre, nel prestigioso catalogo “Elite”, che racchiude il meglio della pittura italiana contemporanea. La recensione che lo